Molti affermano di apprezzare la sincerità.
Ma il più delle volte, in realtà, l'impressione è che non vi sia fame di verità. Si pronuncia "verità", ma si scrive "dimmi ciò che voglio sentire, ma fallo in modo convincente". Merce pericolosa la sincerità, poco contagiosa se vogliamo, curabile, ma non completamente guaribile. Attori si nasce.
Per apprezzare la sincerità bisognerebbe essere prima di tutto sinceri con se stessi e questo già richiede un grande sforzo. Riuscire ad accettare che posso anche essere il mio eroe, ma dopo tutto non sono un eroe. Così come non lo sei tu. Sarebbe un inizio. E poi forse, chissà...magari domani passa un po' l'imbarazzo. E dopodomani si parla più tranquillamente.
...anche se...in fondo...
Francamente, in verità, per dirla tutta...siamo sinceri, nessuno è veramente sincero. E in un certo senso è forse giusto così. Forse basterebbe solo rivedere un po' le dosi, i modi, i momenti. Le persone.
E per rendere il tutto più interessante sperimentare un paio di risposte:
-la verità inaspettata. Quella che investe a tutta velocità domande che vorrebbero la loro prevedibile risposta convenzionale. "Scusa, ma ora devo scappare"-"Hai fretta?"-"No, è che proprio non ti sopporto". E guardare la reazione. Provare per credere.
-la bugia assurda, ma fantasiosa. Quella che non ti spieghi subito. Che ti blocca nella domanda "Ma dice sul serio o è solo impazzito?"; quella che ci vuole un pochino prima che l'altro s'incazzi...o che poi magari ride! "Ci sei sabato?"-"Mi spiace, sono impegnato, c'è il mio funerale. Vieni a fare un salto? Porta delle birre!".
P.S.
Ma tutto questo non ha senso!!!
Sinceramente no.
o sì?
Ma il più delle volte, in realtà, l'impressione è che non vi sia fame di verità. Si pronuncia "verità", ma si scrive "dimmi ciò che voglio sentire, ma fallo in modo convincente". Merce pericolosa la sincerità, poco contagiosa se vogliamo, curabile, ma non completamente guaribile. Attori si nasce.
Per apprezzare la sincerità bisognerebbe essere prima di tutto sinceri con se stessi e questo già richiede un grande sforzo. Riuscire ad accettare che posso anche essere il mio eroe, ma dopo tutto non sono un eroe. Così come non lo sei tu. Sarebbe un inizio. E poi forse, chissà...magari domani passa un po' l'imbarazzo. E dopodomani si parla più tranquillamente.
...anche se...in fondo...
Francamente, in verità, per dirla tutta...siamo sinceri, nessuno è veramente sincero. E in un certo senso è forse giusto così. Forse basterebbe solo rivedere un po' le dosi, i modi, i momenti. Le persone.
E per rendere il tutto più interessante sperimentare un paio di risposte:
-la verità inaspettata. Quella che investe a tutta velocità domande che vorrebbero la loro prevedibile risposta convenzionale. "Scusa, ma ora devo scappare"-"Hai fretta?"-"No, è che proprio non ti sopporto". E guardare la reazione. Provare per credere.
-la bugia assurda, ma fantasiosa. Quella che non ti spieghi subito. Che ti blocca nella domanda "Ma dice sul serio o è solo impazzito?"; quella che ci vuole un pochino prima che l'altro s'incazzi...o che poi magari ride! "Ci sei sabato?"-"Mi spiace, sono impegnato, c'è il mio funerale. Vieni a fare un salto? Porta delle birre!".
P.S.
Ma tutto questo non ha senso!!!
Sinceramente no.
o sì?

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